Brunello 2002, Brunello Riserva 2001: letteralmente a ruba

Montalcino, 22 Feb 2008 - Vola alto sulla crisi il Brunello di Montalcino. Il 2007 vede crescere la domanda dei mercati internazionali, che, smentendo ogni previsione, confermano la grande passione per un vino ormai diventato uno dei simboli del made in Italy.
E' l'export infatti che trascina il mercato del 're del sangiovese': del tutto in controtendenza con la negativa congiuntura italiana ed internazionale del settore, cresce in maniera esponenziale la richiesta dagli Stati Uniti, vero e proprio mercato di riferimento, che assorbe oltre il 25% della produzione.
Quello appena terminato doveva essere l'anno della crisi economica ma le performance del Brunello non hanno registrato nessuna battuta d'arresto. I produttori, nonostante dovessero fare i conti con un'annata particolare come il 2002, hanno registrato un bilancio positivo. Non tutte le aziende avevano infatti messo in produzione il Brunello 2002, scelta piuttosto difficile ma motivata dal negativo giudizio sull'annata attribuito dal rating del Consorzio di tutela (due stelle su cinque).
Il giro d'affari del distretto del vino di Montalcino si attesta cosi' su circa 120 milioni di euro, il 16% in meno della media annuale: un dato essenzialmente positivo, se si considera il numero esiguo di bottiglie di Brunello prodotte, solo 3 milioni e mezzo, di fronte ad una media annua di oltre 7 milioni.
"Nonostante l'annata non fosse delle migliori, il fatto che si sia registrato il tutto esaurito significa essenzialmente che il mondo si fida del brand Brunello di Montalcino - commenta Francesco Marone Cinzano, presidente del Consorzio del Brunello. - Si puo' dire tranquillamente che il Brunello 2002 sia andato a ruba, insieme alla grande Riserva 2001, che non ha fatto altro che rispettare le attese del mercato".
Quest'anno in occasione di "Benvenuto Brunello" (22 e 23 febbraio) saranno presentati ufficialmente il Brunello 2003 ed il Rosso di Montalcino annata 2006. Fratello "minore" del Brunello, il Rosso presenta le stesse caratteristiche di base, ma si differenzia nell'invecchiamento - che e' di un solo anno invece di cinque - e nella gradazione minima - che e' 12 gradi.
Il Brunello registra valori positivi anche nelle esportazioni verso altri mercati: stabili la Germania (9%), la Svizzera (7%), il Canada (5%), l'Inghilterra e il Giappone (3%); nettamente in crescita Brasile, Nord ed Est Europa con Svezia, Norvegia, Russia e Polonia in testa. Quel che non vola all'estero e' invece tutto dedicato al mercato interno.
Montalcino da solo assorbe il 17% della produzione (di cui l'8% con vendita diretta in azienda), il resto della Toscana il 7%, il 6% va nel resto del Centro Italia, l'8% nel Nord Italia, mentre nel Sud Italia solo l'1%.
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